Centro Studi Ignazio Silone

Il Centro Studi Siloniani si trova nell’ex convento dei Minori Conventuali a Pescina, il convento dei Minori conventuali fu edificato ai tempi di S. Francesco d’Assisi. Al convento fu aggregata la chiesa di Santa Maria Annunziata, che poi fu chiamata S. Francesco di Assisi ed infine S. Antonio da Padova.

Il convento fu soppresso nel decennio dell’occupazione militare con l’avvento dell’unità d’Italia (1863-1872) e con l’applicazione delle ”leggi eversive”: ”leggi Siccardi” del 1850 e le successive leggi del terzo ”Governo Cavour”. Esso fu adibito ad altri usi. Divenne teatro comunale; restava aperto dall’autunno sino alla primavera e vi recitavano buone compagnie che portavano drammi e commedie di recente pubblicazioni.

Vi si esercitava, inoltre, il concorso bandistico di Pescina che raggiunse fama e prestigio nelle grandi città e all’estero tanto da essere denominato: ”Leonessa d’Italia”. Dopo il terremoto del 13 gennaio del 1915, ”La Lega dei contadini”, di ispirazione socialistica, svolgeva le assemblee nel cortile dell’ex convento. E’ da notare anche che la ”Lega” aveva” un quadro che raffigurava Cristo Redentore avvolto in un lungo camice sormontato dalla scritta: ”Beati gli assetati di giustizia”, mentre sotto il quadro c’era la tromba di Lazzaro, ricordata da Silone sia in ”Uscita di Sicurezza” (ed. Longanesi p. 43) che in ”Una Manciata Di More” (Oscar Mondadori p. 290-291). Varie volte Silone, da ragazzo, si intrufolava in quelle assemblee (Uscita di Sicurezza ed. Longanesi 44).

I contadini, usciti dal torpore e dalla sudditanza di servi della gleba, lottavano contro il Principe Torlonia per possedere le terre da lavorare, rivendicando l’antico diritto di pesca su l’ex lago di Fucino. Allo scopo veniva pubblicato un giornale a due facciate che aveva per titolo: ”La Vanga”. Ignazio Silone espresse l’anelito di libertà e di riscatto nel suo primo e più celebre romanzo: ”Fontamara”, mettendo a nudo i problemi del Fucino (1930). Comunque, prima e dopo il terremoto del 1915, ricorrenti erano i canti seguenti: ”Oili Oilà la Lega cresce e noi socialisti vogliamo la libertà; e voi care madri per amore dei vostri figli, alzate la bandiera la bandiera dei socialisti”. Non mancava nel canto una sferzante e mordace invettiva contro il Clero. Anche la propaganda elettorale del tempo era fatta di ritornelli cosi intonati: ”Scellingo poverino sta accosto alla regina; Trapanese con i ”miliuni” se la fa con i ”mascalzuni”. L’ex convento degli anni 1930 e seguenti, in pieno faiscismo, divenne carcere mandamentale.

Infine, durante la seconda guerra mondiale (19A0-1945), fu abbandonato e ridotto in uno stato pietoso. Negli anni successivi alla morte di Ignazio Silone (1978), è stato trasformato in Centro Studi Siloniani, sotto la guida della Intendenza delle Belle Arti, a salvaguardia delle mura perimetrali e di quanto fa parte dell’arte stessa. E’ la sede ufficiale quindi di detti studi. Il primo convegno è stato effettuato nei giorni 8-9-10dicembre 1988, sotto il patrocinio della Regione Abruzzo, con il titolo: ”Silone Scrittore Europeo”. Il premio, a carattere internazionale, è stato assegnato allo scrittore dissidente polacco Kazimierz Brandys, per il diario politico: ”Mesi” (ed. Est-Ovest), attualmente esule in Francia, a Parigi. Silone, ricordato e situato nell’ex convento, fu profeta del suo avvenire.

Al Centro Studi Siloniani, infatti, si possono applicare le parole scritte nel frontespizio dell’ex Seminario di Pescina: ”Post Fata Resurgam”. ”Dopo la calamità risorgerà”. Ecco in sintesi le attuali condizioni del ”Centro Studi Siloniani”. Il cortile lastricato con ciottoli fa pensare alla antica sede dei frati conventuali. Esso tuttavia, dopo la ristrutturazione del locale, presenta caratteristiche ed elementi adatti alle moderne esigenze per un centro di studi sia per l’ampiezza che per il totale isolamento con l’esterno. Del tutto chiuso ai quattro lati, si presta a riflessione e a raccoglimento avvincenti. Infine il teatro con platea e galleria, la sala delle conferenze, alla quale si accede con ampia scala, le varie stanze di studi, l’alloggio del custode, la scala di servizio danno all’edificio, oltre all’armonia architettonica, una spiccata efficienza.

All'interno del centro studi è importantissima la presenza della biblioteca e dell'archivio Siloniano, Dono della Moglie Darina. E' inoltre visibile un'importante esposizione di materiale inerente la vita e la storia di quell'importante uomo di cultura che è Ignazio Silone.

L'edificio ospita annualmente il Premio Internazionale Ignazio Silone, a cui partecipano e vengono premiati i più importanti nomi nel panorama culturale internazionale.

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